| Scritto da pm,
05-06-2008 17:35
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Pubblicato in : Discussioni, Generale |
Evasione fiscale, un dramma tutto italiano che assume contorni grotteschi ma preoccupanti. E' un fenomeno importante che coinvolge tutti noi cittadini italiani. Coinvolge tutti perchè chi non paga fa pagare di più gli altri e al tempo stesso beneficia dell'assistenza pubblica (sanità, scuole, sicurezza, assistenza sociale, pensioni etc.) facendoci anche un danno. Insomma: "cornuti e mazziati" (parlo per chi paga le tasse!). E' risolvibile la questione? Forse solo se la si affronta da un punto di vista culturale e si fa ribaltare il concetto che "chi non paga è più furbo degli altri". E non è facile: perchè debbo pagare le tasse? Ma ovviamente per contribuire nella giusta misura alle spese che lo stato sostiene per la collettività (lo dice anche la Costituzione). Alla base della risposta vi è un concetto di solidarietà e di mutuo soccorso tra appartenenti alla stessa collettività. Questa risposta innesca altri quesiti non meno importanti: ma siamo veramente uno stato? che livello di solidarietà abbiamo nella nostre comunità?
Tralasciamo questi argomenti e torniamo alle tasse. Aggiungo un po' di numeri: Dati dell'Agenzia delle Entrate sui redditi 2004: si stima che l'imponibile non dichiarato ai fini IVA sia di circa 270 miliardi di euro per un mancato introito di circa 43 miliardi di IVA. E questo è solo una parte perchè chi evade l'IVA evade anche IRPEF, IRAP, Addizionale comunale, Addizionale Regionale e, se del caso ILOR. Aggiungiamo che è un tipo di evasione che riguarda solo chi ha la partita iva (aziende, professionisti, commercianti etc.). Manca tutta la parte riguardante i lavoratori dipendenti e l'elusione. Insomma, non è stato dichiarato prodotto per circa il 19% del PIL. Vi ricordate di quanti miliardi di euro era la manovra fiscale dell'anno scorso? e quella di quest'anno di cui si comincia a parlare? Pensateci! Il vizietto italiano, però, non è di adesso, c'è sempre stato, ma va ad aumentare: | Anno | Reddito imponibile non dichiarato ai fini IVA (in miliardi di euro) | Iva evasa (in miliardi di Euro) | | 1980 | 44 | 6 | | 1985 | 898 | 15 | | 1990 | 161 | 26 | | 1995 | 183 | 30 | | 2000 | 208 | 35 | | 2004 | 270 | 42 | Quindi l'evasione è una moda che regge e che trova sempre nuovi fans. Ricordando che l'evasione aumenta (direttamente o indirettamente) l'incertezza sociale, i soprusi, gli infortuni sul lavoro, l'inquinamento, mi viene da chiedere: "possiamo mai lamentarci che la sanità non va bene, che gli infortuni sul lavoro non diminuiscono significativamente etc?". La risposta è: "Può lamentarsi solo chi paga tutte le tasse". na nota in merito a quanto paghiamo: ci sono due livelli di pressione fiscale, quello "effettivo" e quello "apparente". Per quello apparente si parla per il 2004 di circa il 42,4 % del PIL ma quello effettivo si situa attorno al 51%. In un sistema in cui tutti pagano le tasse la pressione "effettiva" ed "apparente" dovrebbero essere uguali, ma dove (come nel nostro caso) pagano le tasse in un numero ridotto (o in forma ridotta) il peso fiscale grava soprattutto sugli onesti (che oltre tutto godono di servizi scarsi). Glielo diciamo una volta per tutte che chi non paga le tasse è un ladro? Vi segnalo un sito interessante, che anche se non rappresenta un dato valido, fa comunque capire l'entità del problema e la sua diffusione, ma fa anche vedere che in molti sono stanchi. Il sito è evasori.info. Navigate fin lì e fatevi un'idea. In questo sito si può segnalare una evasione fiscale anche piccola in anonimato così come lo è l'evasore... Per finire e per riflettere vi inserisco altre due informazioni provenienti dall'Agenzia delle Entrate. Si tratta dei dati dell'imponibile ai fini IRPEF di due comuni italiani: il nostro (Camisano Vicentino) e Cefalù (Palermo), una cittadina del meggiogiorno (definita la perla del Tirreno) con un reddito derivante dal turismo e con circa 13.000 abitanti.   Da notare: reddito medio 2005 per Camisano= 18.944; reddito medio 2005 per Cefalù=18.459. La somiglianza è stratosferica. Riflettete gente, riflettete... |