Sono venuti a prendere gli zingari, e non abbiamo protestato perché non eravamo zingari; sono venuti a prendere gli ebrei, e non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei; sono venuti a prendere i comunisti, e non abbiamo protestato perché non eravamo comunisti; sono venuti a prendere gli omosessuali, e non abbiamo protestato perché non eravamo omosessuali; infine sono venuti a prendere noi, e non c'era più nessuno capace di protestare.
Esiste ancora Marino e le sue proposte sono ancora dolcemente rivoluzionarie. Proposte così da uno che è vissuto negli U.S.A. fanno pensare a Robert Kennedy. Certamente i Poteri Forti ed Oscuri non permetterebbero mai che si realizzassero, ma almeno parliamone...
Ignazio Marino
Care amiche, cari amici,
viviamo un periodo di grave difficoltà e incertezza a causa di una crisi profonda e globale, che sta colpendo il nostro Paese in maniera durissima. Un governo tecnico guidato da Mario Monti ha preso il posto di quello del 'partito dell'amore', ma è ancora lunga la strada da percorrere per il risanamento della nostra economia. A mio parere, le emergenze sociali devono essere il primo punto dell'agenda di Governo per il 2012. Secondo l'Istat un italiano su quattro rischia la povertà e l'indigenza, il 16% delle famiglie ha difficoltà ad arrivare a fine mese, a pagare le spese mediche o addirittura quelle per il cibo.
Preserviamo l'uguaglianza sociale, soprattutto ora che i giovani pagano più di tutti la crisi economica. Per esempio, se il governo investisse diversamente 15 dei 29 miliardi ora destinati all'acquisto di aerei militari si potrebbe: aprire 3mila asili nido, mettere in sicurezza mille scuole, installare 10 milioni di pannelli solari e ricostruire L'Aquila, con un indotto di 117mila posti di lavoro e un milione e 560mila persone complessivamente beneficiarie di tali attività.
Altri fondi da destinare alla ricerca, ai giovani, allo sviluppo, ad alleviare il carico fiscale sulle famiglie (e più in generale sul ceto medio) potrebbero arrivare dall'asta sulle frequenze televisive, per la quale il Governo non ha ancora fissato né un percorso né una data. Secondo alcune stime il ritorno ottenibile dall'asta delle frequenze pubbliche potrebbe arrivare a 16 miliardi di euro, risorse che lo Stato non può permettersi di regalare a nessuno.
Per la crescita, inoltre, sono necessarie vere liberalizzazioni. Nelle scorse settimane, abbiamo assistito ad una retromarcia incomprensibile. Mi aspettavo un atteggiamento diverso di fronte a corporazioni e lobby che da decenni frenano la modernizzazione del nostro Paese. Sui farmaci soprattutto abbiamo ora una norma che addirittura aumenta i privilegi dei farmacisti. La norma introdotta fa salire a 12.500 gli abitanti dei comuni in cui l’esercizio di vendita dei farmaci di classe C è consentito. Nei fatti una restrizione visto che innalza il limite, in precedenza fermo a 10 mila abitanti: così circa 280 Comuni verrebbero privati della possibilità adesso esistente della vendita dei farmaci "senza obbligo di prescrizione" in eventuali parafarmacie. L'ho ribadito anche nel mio discorso in aula al Senato, che potete leggere qui, durante il voto sulla manovra economica.
Alla sanità negli ultimi anni sono stati chiesti sacrifici senza fine, per questo sono andato in piazza con i medici, durante lo sciopero del 19 dicembre (leggete qui). Le ultime manovre del governo Berlusconi contenevano nuovi tagli alle risorse e nuovi ticket: il governo Monti adesso deve impegnarsi per cancellarli, far pagare chi ha bisogno di cure è un errore. Pensiamo a una migliore razionalizzazione delle spese chiudendo, ad esempio, gli ospedali che hanno meno di cento posti letto. Sono pericolosi per la salute: quante volte una persona affetta da gravi patologie dopo un primo ricovero in una di queste strutture ha perso la vita mentre lo stavano trasportando in un altro ospedale? Tante, troppe. Se si vuol risparmiare, se si vuole offrire una medicina di qualità, occorre trovare la forza politica, la volontà, per chiudere questi superati complessi ospedalieri. Leggete la mia intervista a Tiscali.
In questo periodo di difficoltà, non possiamo dimenticare i diritti. Esiste una discriminazione incomprensibile ai danni dei figli degli immigrati nati in Italia, lo ha ribadito anche il presidente Napolitano (leggete qui). Un bambino senza cittadinanza sarà sempre uno straniero in un Paese che invece vive e sente come proprio. Con il disegno di legge che ho presentato (qui trovate una nota esplicativa), si afferma un principio semplice: un bambino che nasce in Italia è italiano, punto. Lo hanno firmato 113 senatori (modifica la legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e prevede l'attribuzione della cittadinanza ad ogni nato sul territorio italiano indipendentemente da quella dei genitori), quindi un terzo dell'aula del Senato, e spero che avrà un esame e una approvazione rapida.
Speriamo in un 2012 migliore. E’ un diritto, per tutti.
Aggiornamenti su altri temi:
Leggete l’articolo di Massimo Gramellini sugli Ospedali psichiatrici giudiziari e qui potete verificare a che punto è il lavoro della Commissione d’inchiesta che presiedo.
Durante il dibattito sulla manovra, ho parlato anche di Chiesa e Ici: quitrovate la mia opinione.
presso la sede del Circolo PD di Camisano - Piazza della Libertà
"La legalità come fondamento della democrazia - proposte per una riforma della giustizia in Italia"
Incontro con il dott. Gian Nico Rodeghiero fino allo scorso anno
Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Venezia e
Presidente della Corte d'Assise d'Appello di Venezia, ora in pensione.
E' stato in passato, per alcuni anni, anche giudice presso il Tribunale di Vicenza.
Il prestigioso relatore continua il percorso di discussione sui temi della giustizia, iniziato qualche tempo fa, con l'incontro con Piercamillo Davigo e che ha visto una vasta partecipazione di pubblico.
A giudicare dall'atteggiamento delle persone si direbbe che tutti sono convinti che sia uno scherzo e che, siccome siamo tutti ottimisti, comunque alla fine tutto si sistemerà come sempre. Io non sono così ottimista e penso sinceramente che potrebbe anche finire male, anzi che finirà sicuramente male, se non ora fra qualche anno, se non cambiano radicalmente certi atteggiamenti di fondo da parte non solo dei politici ma anche di noi tutti.
Raccolta firme per il referendum abrogativo della legge elettorale
Il Circolo del PD di Camisano invita tutti i lettori e sostenitori a recarsi a firmare presso i gazebo sparsi sul territorio o presso il proprio comune di residenzaentro lunedì 19 settembre 2011. Sollecitiamo in particolare chi abita a Camisano a recarsi presso il Comune, visto che non potremo raccogliere le firme domenica 18, per motivi autorizzativi.
Quello che sta succedendo in Italia è semplice ed esplosivo: è nata un'opinione pubblica che non ne può più di questi mandarini appollaiati su un ramo dorato a difendere se stessi. E se ne vuole liberare in ogni modo. In principio c'è un artificio semantico, una truffa verbale. "Antipolitica", l'epiteto con cui la politica ufficiale designa questa nuova cosa. Marchio di successo, tant'è che digitandolo su Google si contano 780 mila risultati. Ma che cos'è l'antipolitica? Un sentimento becero, un vomito plebeo?
La Padania non esiste. Non è un’entità territoriale, alla quale al massimo ci si può riferire parlando di “Pianura Padana”, ma è evidente che l’allusione cercata non è questa, dal momento che il Giro di Padania, partito da Paesana (Cn) e arrivato a Montecchio Maggiore, è passato per la Liguria e il Trentino, regioni non appartenenti a tale area geografica. La partecipazione dei Giovani Democratici della Provincia di Vicenza è stata assolutamente pacifica (guarda le foto della manifestazione). Lo striscione, che a caratteri verdi (in pendant con i colori della Lega!) recitava “di Padano esiste solo il grana”, è stato orgogliosamente disteso e accompagnato da decine di bandiere tricolori e inni italiani, intonati addirittura sulle note musicali di una tromba.
In questi giorni stanno arrivando ai cittadini di Camisano le cartelle esattoriali (Equitalia) per la riscossione della TARSU (TAriffa Rifiuti Solidi Urbani). Nella cartella non sono visibili gli elementi del calcolo ed è possibile richiederli agli uffici comunali.
Crediamo utile pubblicare, in modo semplificato, come si calcola la tariffa.
“L’operaio tedesco non vuol pagare il conto del pescatore greco.” dicono i pasdaran dell’integralismo economicista. Mettendo lavoratori contro lavoratori la classe dirigente finanziaria ha portato l’Europa sull’orlo della guerra civile. Le dimissioni di Stark segnano un punto di svolta: un alto funzionario dello stato tedesco alimenta l’idea (falsa) che i laboriosi nordici stiano sostenendo i pigri mediterranei, mentre la verità è che le banche hanno favorito l’indebitamento per sostenere le esportazioni tedesche. Per spostare risorse e reddito dalla società verso le casse del grande capitale, gli ideologi neoliberisti hanno ripetuto un milione di volte una serie di panzane, che grazie al bombardamento mediatico e alla subalternità culturale della sinistra sono diventati luoghi comuni, ovvietà indiscutibili, anche se sono pure e semplici contraffazioni. Elenchiamo alcune di queste manipolazioni che sono l’alfa e l’omega dell’ideologia che ha portato il mondo e l’Europa alla catastrofe:
La manovra economica approvata dal Senato non taglia gli sperperi della spesa pubblica. All'ultimo istante sono state risparmiate anche le prebende della casta parlamentare e nonostante quanto emerge dall'inchiesta sul sistema Sesto San Giovanni - e cioè il gigantesco intreccio tra l'uso della spesa pubblica e dell'urbanistica contrattata per fare cassa a favore delle lobby politico imprenditoriali - né la maggioranza né l'opposizione hanno posto all'ordine del giorno il prosciugamento del fiume di denaro pubblico che sfugge ad ogni controllo democratico. Il "sistema Penati" sta lì a dimostrare che esiste una gigantesca cassaforte piena di risorse che non viene neppure sfiorata dai provvedimenti economici in discussione in Parlamento: lì c'è un grande tesoro che permetterebbe di non tagliare lo stato sociale e risanare il paese.
Per abrogare il porcellum si muove anche Vendola e lancia una manifestazione a Roma per il primo ottobre
Parte da Montenero di Bisaccia la raccolta firme dell’Idv per il referendum per abrogare la legge elettorale. Le prime firme sono state raccolte nella masseria di Antonio di Pietro, in provincia di Campobasso, in occasione dell’annuale Festa sull’Aia con la quale il leader del partito incontra, nella sua casa, dirigenti e militanti. E al fianco dell’Italia dei Valori si schiera anche Nichi Vendola che, per cancellare il “porcellum” lancia una grande manifestazione a Roma per il primo ottobre. Prima Di Pietro dal trattore poi Vendola dal sito internet di Sel, hanno così aperto una corsa di due mesi per raccogliere le firme necessarie per una nuova legge elettorale.